Frieze Zona Maco

>digital access
>printed version
>abbonamenti


>italian
>english

Passeggiando per le vie di qualsiasi città capita spesso, passando davanti allo studio di un fotografo, di notare i servizi che vengono fatti per i matrimoni. Timidi sorrisi stampati sulle facce dei novelli sposi e statiche pose da manichino sono ciò che più frequentemente ci si ritrova ad osservare. Il tutto condito da quell’atmosfera da momento magico che rimarrà per sempre e che assume automaticamente la connotazione del ricordo nell’istante stesso in cui viene scattata la fotografia. Ma non si erano sposati l’altro ieri? Eppure sembra che ad essere immortalato sia stato un evento accaduto nei ricordi e non nel presente. Per non parlare del fatto che la noia del fotografo nel cimentarsi nel proprio mestiere pervade ogni scatto, adornando i soggetti di una staticità che neanche le concezioni barocche più ardite possedevano. Poi capita di vedere i lavori di Ewa. Gli attori sono gli stessi delle foto che si incontrano passeggiando, ma attraverso l’obbiettivo di questa fotografa recitano un copione totalmente diverso. Diciamo pure che si ritrovano inconsciamente immersi in una sessione di action theatre dove l’elemento di spicco diventa la naturalezza dei gesti colti nei momenti più inaspettati. L’accostamento al teatro non è casuale. È lì, infatti, che Ewa ha educato il proprio occhio. Collaborare con il Dublin Youth Dance Company, con l’Irish Modern Dance Theatre e con l’Irish National Youth Ballet, tanto per citarne alcuni, le ha trasmesso la passione per la danza e per il movimento, colto nel suo infondersi dall’anima al corpo in un rimando che diventa il soggetto della sua fotografia. Ciò che viene catturato nei suoi scatti perde la connotazione di futuro ricordo per diventare inesorabilmente legato al presente, a quella corrente vitale che in quel preciso istante attraversa le persone. La particolarità della sua fotografia è inoltre dovuta ad una capa-cità personale di trasmettere la gioia nel fare tutto ciò, innescando una sorta di curiosità che diventa esplicita nel momento in cui i soggetti fotografati si rendono conto di non essere manichini in posa, ma di partecipare ad un evento che non è tanto il matrimonio quanto la fotografia stessa. Il finire poi in un album è solo una naturale conseguenza non il fine ultimo.

Ogni particolare è colto nella sua successione naturale: i preparativi finali con tanto di ultimi ritocchi al make-up della sposa o di cravatta sistemata all’ultimo minuto del futuro consorte, i bambini curiosi e forse non del tutto propensi a capire come mai sia necessario allestire un simile apparato celebrativo per suggellare l’amore tra due persone, la trepidazione degli invitati che aspettano l’evento chiacchierando con un calice di champagne in mano per arrivare ai momenti che seguono la cerimonia, quando Ewa coglie la rilassata e genuina gioia condivisa dai presenti. Gli eventi scorrono nelle fotografie come nella realtà mentre il filtro dell’obbiettivo ci consegna il fluire delle emozioni che si manifestano. Di situazione in situazione si compone così un unico grande momento fatto di persone che inaspettatamente si trovano a recitare se stesse, quasi sorprese dallo scoprire quanto sia interessante e spesso divertente interpretarsi. La valenza di Ewa risiede in questo, nella capacità di affrontare artisticamente un genere di fotografia che normalmente non viene ritenuta capace di esprimere qualità che possano andare oltre lo sterile reportage di un evento. Questo tipo di approccio le permette così di accedere a contenuti nascosti e a potenzialità inaspettate, le persone probabilmente percepiscono tutto ciò e sono veicolate senza forzature ad allinearsi a quella che potremmo chiamare la filosofia operativa dell’artista. Sì, artista, perché è così che deve essere definita Ewa, in virtù della capacità di innescare meccanismi interiori inconsueti nelle persone che diventano i suoi soggetti, di renderli partecipi della scoperta di un modo diverso di vedere e di sentire che non è esclusivamente relegato ad un evento, come può esserlo un matrimonio, ma ha un respiro più ampio relativo a una visione personale e originale. Il materiale a disposizione di ogni artista è sempre qualcosa di comunemente noto a tutti, la differenza sta nell’elaborazione di tale materia, nella capacità di rivestirla ed assemblarla in maniera tale da riconsegnarla ai fruitori in un’ottica completamente nuova in grado di svelare inediti punti di vista.