Frieze Zona Maco

>digital access
>printed version
>abbonamenti


>italian
>english

V&A Museum: la mostra di bianco vestita
(Laura Migliano, no.68 Rex Gold - without boundaries)

Durerà fino al 15 maggio 2015 la più imponente mostra di abiti sposa finora allestita. Wedding Dresses 1775 – 2014 è allestita nelle sontuose sale del Victoria and Albert Museum londinese e ripercorre lo sviluppo del design dell’abito nuziale negli ultimi tre secoli. Prima di arrivare nella sede londinese, l’esposizione ha percorso un viaggio di 46425 miglia, in quattro sedi internazionali, dove è stata vista da più di 240.000 persone. L’allestimento al V&A Museum raccoglie il meglio delle precedenti “vetrine”, più di 70 abiti da sposa, dalla fine del Settecento a oggi, passando in rassegna l’evoluzione del costume per come lo hanno interpretato i più noti e affermati stilisti, da Charles Frederick Worth a Norman Hartnell, da Charles James a John Galliano, da Christian Lacroix a Vivienne Westwood e Vera Wang. Include i migliori abiti della collezione V&A, al quale si aggiungono importanti prestiti, come il vestito viola indossato da Dita Von Teese per il suo matrimonio con Marilyn Manson e gli abiti indossati da Gwen Stefani, Kate Moss e Gavin Rossdale. Oltre ai vestiti da sposa ci sono bouquet, diademi, veli, guanti, cappelli e accessori: tassonomia che rivela la provenienza sociale di donne diverse per epoca, età, origine e classe sociale. Immancabili i gilet ricamati indossati dagli uomini, le foto, i ricordi e i filmati di matrimoni famosi e non, a completezza di una mostra a dir poco sfavillante.

Si parte dal 1775, anno in cui un abito crema a fiori dimostra che la tendenza dell’epoca era quella di scegliere vestiti che potevano essere riutilizzati, con colori pastello e tessuti fioriti o intessuti d’oro o d’argento. Nell’Ottocento, invece, il bianco comincia ad imperare, grazie soprattutto alla decisione della Regina Vittoria di indossare un abito di pizzo bianco per il suo matrimonio con il principe Alberto, nel 1840. Dai primi del Novecento il motto è impreziosire gli abiti, rigorosamente bianchi o avorio, con ricami, perle e lustrini, e sperimentare con tessuti come il velluto. Durante la seconda guerra mondiale i vestiti si accorciano e le spose sono costrette a ingegnarsi, come dimostrano gli abiti fatti con tessuto di tappezzeria o seta da paracadute. Tra i tanti abiti in mostra, forse il più celebre è il sobrio ensemble indossato da Camilla nel 2005 per l’unione con il principe Carlo. Spettacolare è quello creato da Norman Hartnell nel 1933 per l’aristocratica Margaret Whigham, un trionfo di seta tempestato di fiori appliquè, con uno strascico di quasi quattro metri. Nel 1947 Hartnell creò l’abito da sposa della Regina Elisabetta II. Il piano superiore della mostra è dedicato agli ultimi decenni, aggiornato alle collezioni primavera/estate 2014. Particolare attenzione è dedicata ai “celebrity wedding” seguiti online da milioni di persone nel mondo. Una sezione evidenzia come in Cina diverse fabbriche siano specializzate nel copiare, entro poche ore, gli abiti nuziali di attrici, cantanti o modelle famose. Una mostra singolare, insomma, che desta curiosità sia negli appassionati di moda, sia nei fervidi romantici del fatidico “si”.