Frieze Zona Maco

>digital access
>printed version
>abbonamenti


>italian
>english

Celebration of life
(Luca Magnanelli, no.70 Reflex white - above and beyond)

Osservando le opere di Ana Tzarev, dipinti o sculture che siano, risultano evidenti due caratteristiche, riscontrabili in tutto il suo lavoro: colori incredibilmente vivaci – ma mai eccessivi – ed un generale senso di positività. Nata a Trogir nel 1937, in Croazia, ha iniziato la sua carriera di pittrice e scultrice piuttosto tardi, verso i cinquant’anni di età. I tanti anni trascorsi nel campo dell’industria tessile, nella realizzazione di tessuti come nella stampa su seta, le hanno dato modo di mettere a frutto le sue abilità innate, riconosciute anche dall’ottenimento del diploma in fashion design. Fin dall’inizio i fiori sono stati al centro della sua arte pittorica, passione che giunge forse da lontano, dai suoi ricordi d’infanzia, da quel giardino della nonna in cui si prendeva cura delle piante. Il suo modo di dipingerli, però, si ricollega alla sua esperienza con i prodotti tessili, perché innegabilmente le sue pennellate sono legate tra loro in schemi geometrici che ricordano le trame delle stoffe, tanto da rendere i suoi quadri eccezionalmente tridimensionali. I suoi fiori non sono perfette rappresentazioni della realtà, anzi, tutt’altro. Sono stilizzati, nelle forme e nei colori. Eppure appaiono, se possibile, più realistici dei loro modelli, estremamente reali e vivi. Quasi che la pittrice abbia la capacità di catturare l’essenza di ciò che vede per poi trasferirla su tela, per raccontarci tutta la gioiosa vitalità che lei vede nel Creato. Nei suoi dipinti trovano spazio anche persone e animali, ma tutti vengono rappresentati con le stesse caratteristiche, la stessa gioiosa cromaticità e la stessa matericità. Ana Tzarev, indubbiamente, ama dipingere la vita, in tutte le sue declinazioni. I suoi viaggi hanno avuto un grande impatto sulla sua arte, e l’essersi trasferita in Nuova Zelanda le ha permesso di incontrare l’Oriente mantenendo però una certa distanza. Da lì, lontana dalla tradizionale Europa come dall’affascinante Cina, ma anche dalla sua galleria di New York, gode di una posizione privilegiata che le permette di immergersi nel suo lavoro.

Curiosamente, ma non troppo, la sua opera pittorica possiede intrinsecamente elementi essenziali nel simbolismo dell’arte delle terre del Levante, che la stanno facendo scoprire al pubblico cinese. Nel lavoro dell’artista croata i tanti appassionati ammirano una grande tradizione europea miscelata ad una sensibilità tipicamente orientale. Una particolarità che non ha mancato, per esempio, di incuriosire ed affascinare un docente dell’Accademia d’Arte dell’Università di Pechino, nonché direttore del Dipartimento di Teoria dell’Arte della stessa Accademia, Pen Feng. Membro esecutivo dell’Associazione Internazionale di Estetica, attivo come critico, curatore e drammaturgo, ha curato il Padiglione Cina alla 54° Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia, e si è dichiarato intimamente colpito dai lavori della Tzarev. Per i cinesi la rappresentazione di fiori ed uccelli ha una forte valenza storica e tradizionale: dalla loro osservazione e conoscenza, l’antica civiltà contadina traeva importanti informazioni, ed a queste creature venivano anche attribuite indispensabili – per l’uomo – qualità morali. Osservarle nei dipinti, inoltre, era un modo per rimanere in collegamento con l’energia dell’universo, per sentirsi parte integrante del “tutto”. In effetti l’amore che lega Ana Tzarev ai fiori ha origini molto simili. Forse è per questo che la sua arte riesce a travalicare i confini culturali ed accademici. Nei suoi fiori c’è tutta la poesia orientale ma anche tutta la tradizione europea, da Monet a Van Gogh, di cui Ana è grande ammiratrice. Dal 9 maggio scorso, e fino al 22 novembre 2015, è possibile visitare una sua mostra personale a Venezia, dall’eloquente titolo Celebration of Life. La mostra allestita presso il Museo Diocesano-Sant’Apollonia accoglie oltre venticinque opere realizzate nell’ultima decade, tra cui spicca la scultura Peace, una monumentale ninfea color acquamarina realizzata nel 2013, che con i suoi tre metri e mezzo invita i visitatori ad entrare nel giardino dell’artista croata.